Loft, come trasformare il vecchio magazzino in un open space di design

Il recupero di spazi a uso industriale ormai dismesso e la conversione di questi spazi a uso abitativo è una delle tendenze di riqualificazione urbana verso cui il mercato immobiliare sta tendendo in questi anni. Spesso però questi immobili si trovano in condizioni di degrado e inutilizzo da diverso tempo e hanno bisogno di robusti interventi di ristrutturazione e riqualificazione prima di essere pronti per essere abitati.

Ad esempio è il caso di un vecchio magazzino ortofrutticolo in disuso reinterpretato come un loft ultramoderno grazie all’aiuto della community internazionale di architetti e designer di GoPillar, piattaforma di crowdsourcing per i progetti architettonici attraverso cui è possibile ottenere molteplici progetti per i propri spazi da confrontare e tra cui scegliere il più adatto alle proprie esigenze.

La proposta vincente per il cliente è stata quella di Anna Tuti che ha reinventato lo spazio stando attenta a conservare in qualche modo le caratteristiche industriali originarie. Innanzitutto, ha conservato le vetrate presente sulle pareti est e sud e sulla copertura superiore, aggiungendo altri due finestroni nella zona living per massimizzare l’illuminazione. La zona living è interamente sviluppata longitudinalmente nel corpo centrale del capannone, partendo dal lato nord con la zona giorno e studio, continuando con la zona pranzo e finendo con la cucina connessa con il patio esterno ed eventualmente chiudibile attraverso pannelli scorrevoli. Il patio e il solaio sono realizzati in carpenteria metallica per accordarsi meglio con l’insieme severo e squadrato della struttura tipicamente industriale.

Subito dopo troviamo il progetto di Andrea Lazzari. Qui lo spazio è diviso in maniera opposta, per il verso orizzontale: tutta la parte sud dell'appartamento è occupata dalla zona giorno che si sviluppa come un singolo open space completamente aperto e multifunzionale. La parte nord, invece, è occupata dalla camera da letto principale sviluppata a mo’ di camera di albergo con guardaroba e bagno en-suite. Per sfruttare interamente l’altezza dello stabile è stato ricavato superiormente un soppalco che si sviluppa a “c” su tre lati, affacciandosi interamente sulla zona giorno con una serie di ringhiere in modo da creare una doppia altezza ad effetto al piano inferiore.

L'architetto Enrico di Micco propone invece una lettura diversa degli spazi, eliminando qualsiasi tipo di divisione tradizionale e di taglio classico nella divisione degli ambienti. Infatti, la sua proposta è di ricreare, soprattutto al piano terra, un dedalo di aree interamente aperte ed interconnesse tra di loro per ricreare un autentico stile loft dell’America dei primi del ‘900. In questo modo si evita qualsiasi tipo di spreco di spazio legato alla presenza di corridoi e disimpegni e si ricrea uno spazio estremamente versatile che potrebbe essere riqualificato all’esigenza con poco o minimo sforzo attraverso l’eventuale aggiunta di tramezzi o porte scorrevoli. La composizione dell’appartamento è complessa anche nel senso dell'altezza, che qui è addirittura tripla in quanto la scala conduce dapprima a un mezzanino adibito a zona ospiti e, infine, al vero e proprio soppalco.

Fonte: Il Sole 24 Ore